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Tartufo

I tartufi sono funghi conosciuti ed apprezzati fin dai tempi antichi; le prime segnalazioni, infatti, risalgono alla civiltà babilonese, attorno al 3000 a.C.. Con molte probabilità i tartufi consumati in quei tempi non erano quelli che noi adesso intendiamo, ma quasi certamente si trattava di Terfezie, carpofori subglobosi a peridio (scorza) liscio, che crescono in abbondanza nelle regioni mediterranee dell’Asia Minore e dell’Africa del Nord, meglio conosciuti come “tartufi delle sabbie”.

Molti autori vi dedicarono ampi trattati, elogiandone le virtù. Citazioni in tal senso ci sono giunte sin dal primo libro di ricette conosciuto, il De re coquinaria, il cui autore, Apicio, suggeriva di assaporare il tartufo condito con olio, per apprezzarne e gustarne meglio le qualità, non di usarlo solo per aromatizzare e guarnire piatti, come si fa, in certi casi, ancora attualmente.

Questi funghi, che da noi sono del tutto trascurati, si raccolgono sui litorali greci ed algerini, dove sono tuttora particolarmente cercati ed apprezzati. Con il passare degli anni l’interesse per il tartufo è sempre andato crescendo. Al botanico greco Teofrasto (372-287 a.C.) va il merito di averne intuito l’origine vegetale. Nell’Historia plantarum li descrive come vegetali generati dal rumore del tuono, mentre il grande naturalista Plinio il Vecchio (29-79 d.C.) li considerò “callosità della terra e miracolo della natura”, e nel libro 19, al cap. 3, così scrive: “Nascono i tartufi all’ora che piove, e tuona spesso al tempo dell’autunno e son teneri la primavera…”.

Sulla natura dei tartufi, nei secoli scorsi furono espresse molte ipotesi, alcune delle quali puramente fantasiose, al punto che alcuni autori attribuirono ad essi qualità divine altri invece ne decantavano i poteri afrodisiaci. Grandi amatori del tartufo, oltre a principi e re, furono anche personaggi come Luigi XV, Caterina de’ Medici, sposa di Enrico II, il commediografo Molière, Alessandro Dumas, Edmondo de Amicis e molti altri. In realtà questo fungo, dal profumo a volte intenso ed inebriante, per il fatto di crescere  sotto terra è sempre stato velato da  un alone di mistero: tanto che a tutt’oggi sono ancora oscuri alcuni aspetti del ciclo biologico relativo alla riproduzione.

 


News
22/05/2017
Corso di abilitazione per la raccolta dei tartufi 2017
L'Associazione Tartufai e Tartuficoltori Bresciani informa che nel prossimo mese di Giugno inizierà il corso di preparazione per l’esame di idoneità alla ricerca e raccolta dei tartufi.

22/05/2017
Calendario raccolta tartufi 2017/18
visualizza il calendario della raccolta di tartufi in Lombardia

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